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giovedì, luglio 31, 2008

"Non posso cambiare la direzione del vento, ma posso spiegare le mie vele in modo tale da giungere sempre a destinazione"

Mi accorgo ora che è un anno giusto che non aggiornavo il blog.
Avevo anche pensato di chiuderlo, in effetti.
Cancellarlo definitivamente. Ma ogni volta che arrivavo col mouse sul pulsantino "Elimina"... bhe non ce la facevo! Quindi alla fine, è rimasto in coma per 12 mesi, attendendo il momento giusto per risvegliarsi. Ed è arrivato! Sinceramente non so quanto scriverò e se riuscirò ad essere costante come una volta. Le buone intenzioni ci sono.
In un anno la mia vita è completamente cambiata. Stravolta. Potrei dire di essere un'altra persona: stessi occhi, stessi capelli, stessa voce ma diversa dentro. Sto vivendo una vita che non pensavo di poter ottenere. All'inizio è stata dura, capire che avrei dovuto affrontare situazioni che mi avrebbero ferito e avrebbero ferito altri. Ma ho stretto i denti e ce l'ho fatta. Ho capito che non posso vivere altre vite oltre la mia. E ho scelto la mia vita.
Il destino poi ci ha messo il suo zampino. Portandomi così a credere che le mie decisioni, per quanto dolorose siano state, erano proprio quelle giuste.
Ed eccomi qui un anno dopo, con i miei piccoli grandi traguardi raggiunti, pronta ad affrontare tutte le novità che i prossimi mesi mi riservano.

Postato da: AnimaNera a 09:49 | link | commenti (10)

mercoledì, luglio 30, 2008

Bethel. Ecco.
La mia Bethel è nata senza che me ne accorgessi veramente.
Avevo scritto un racconto per il
Caffè Letterario, un blog che consiglio a tutti di visitare, un luogo piacevolissimo dove un gruppo di amici si riunisce per scrivere e comunicare le proprie emozioni.
Era solo una manciata di righe che, non solo stava suscitando commenti molto positivi in chi si trovava a leggerle, ma allo stesso modo, in me stessa stava stimolando una curiosità e un desiderio sempre più irrefrenabili di saperne di più! Capite? Quelle frasi buttate giù quasi per caso ispirate da chissà che cosa, in realtà erano talmente potenti da coinvolgere persino me... era come se fosse lei stessa a chiamarmi, se quel nome, che era nato per puro caso, volesse qualcosa di più e non si accontentasse solo di essere l’ultima parola di un semplice racconto. Era come se mi stesse sussurrando: non mi puoi lasciare qui così, sai? Ora che mi hai chiamata alla luce devi farmi splendere...
Ho deciso quindi di assecondare quella sensazione e ho iniziato a scrivere.
La storia che ne è uscita ha stupito anche me.
Nessuno dei protagonisti era minimamente presente nella mia mente nel momento in cui ho iniziato a scrivere quello che sarebbe diventato il
primo capitolo del mio libro. Tutto è uscito così, naturalmente, seguendo un’ispirazione invisibile ma prepotente e decisa. Fino ad arrivare all’ultimo capitolo.
Giusto, l’ultimo capitolo. Ovviamente  non è la fine, perchè mi sono resa conto di dover fare “esperienza” di determinate situazioni ed emozioni che non si possono inventare di sana pianta, almeno se si vuole risultare credibili, devono essere vissute in prima persona. Ma la fine sta arrivando. Sento la mia Bethel che scalpita in attesa di arrivare alla soluzione e io non posso fare altro che assecondarla.

Postato da: AnimaNera a 15:18 | link | commenti (5)