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venerdì, aprile 27, 2007

Nuovo racconto su
CAFFE' LETTERARIO!

Postato da: Dreaming a 08:35 | link | commenti (10)

martedì, aprile 24, 2007

E’ solo un riflesso o qualcosa di più? Quello che vedo quando guardo fuori dalla finestra. Che mi spia, mi osserva. Trasparente ma così reale. Forse dietro quello sguardo riflesso c'è un brandello della mia anima che cerca di uscire, che vuole dirmi qualcosa... forse è per questo che mi piace così tanto guardare attraverso un vetro.

Postato da: Dreaming a 11:35 | link | commenti (12)

mercoledì, aprile 18, 2007

Accolgo molto volentieri l’invito di Mauri, anche se non è facile individuare solo 5 fra tutti i libri che hanno significato qualcosa nella mia vita. Comunque eccoli qui, incipit compresi. 
 
 
Il primo che mi viene in mente è senza dubbio La Spada di Shannara (T. Brooks). Era il 1986, il mio primo libro letto per piacere e non per dovere, all’età di 11 anni. Ogni tanto lo riprendo in mano, una versione con la copertina rigida e alcune illustrazioni all’interno che nelle versioni più recenti si sono purtroppo perse. E non nego che rileggendo anche solo le prime parole “Il sole tramontava già fra le profondità verdi delle colline a ovest della vallata e le sue ombre rosse e rosate sfioravano gli angoli più remoti della campagna, quando Flick Ohmsford cominciò la sua discesa.”  un ricordo lungo un brivido mi riporta piacevolmente indietro di qualche anno, quando il Bene e il Male avevano contorni ben definiti ed era facile scegliere da che parte stare.
Da allora non ho più smesso di leggere.
 
Il libro che ha cambiato la mia vita, o meglio il modo di vedere il mondo è La Profezia di Celestino (J. Redfield). Ebbene, si, sono fra quei milioni di persone che sono state catturate da questo libro: ma solo perchè in quel momento ne avevo bisogno. Era il 1997, un anno difficile, io ero una ragazza difficile, il mio mondo era difficile e questo libro è semplicemente capitato nel momento giusto. Aveva le parole giuste. E io ero nello stato d’animo giusto per vedere e capire.
Rileggendolo ora ovviamente, forse un pò cinicamente, ci vedo solo una lista di banalità ben scritte, la sua attrattiva sta nella naturalezza con cui banalizza ogni cosa, con cui liquida temi complessi e con un ottimismo zuccheroso, incoraggiando il lettore al relativismo, all'illusione e al disimpegno.
Resta il fatto che senza queste che ora considero banalità forse non sarei qui così come sono (il che potrebbe essere anche un bene eh! )
"Mi Fermai davanti al ristorante e parcheggiai, appoggiandomi un attimo al sedile per pensare. Charlene mi aspettava già dentro, voleva parlarmi. Ma perché? Non la sentivo da sei anni: chissà per quale motivo si era fatta viva proprio una settimana dopo che mi ero ritirato a vita solitaria nei boschi. Uscii dal furgone e mi avviai verso il ristorante. Alle mie spalle l’orizzonte inghiottiva gli ultimi bagliori del tramonto e lame di luce color rame attraversavano il parcheggio bagnato. Soltanto un’ora prima un breve temporale aveva inzuppato ogni cosa, rinfrescando la serata estiva che la luce morente del crepuscolo rendeva quasi irreale. In cielo era intanto comparsa la luna"
 
Il Conte di Montecristo di A. Dumas. Un romanzo unico, che racchiude emozioni, passioni, intrighi e colpi di scena senza mai cadere nella noia o nella banalità. E la vendetta, quella vendetta attesa fin dai primi capitoli, sarà ampiamente soddisfatta e vissuta dal lettore in prima persona. Magnifico.
"Il 24 febbraio 1815 la vedetta della Madonna della Guardia dette il segnale della nave a tre alberi il Faraone, che veniva da Smirne, Trieste e Napoli. Com'è d'uso, un pilota costiere partì subito dal porto, passò vicino al Castello d'If e salì a bordo del naviglio fra il capo di Morgiou e l'isola di Rion"
 
L’Iliade (Omero). Un grande libro di emozioni, liti e lotte fra Dei ed Eroi, dove il coraggio, il rispetto e l’onore sono il motore della vita sia umana sia divina. Un mondo dove la morte è importante tanto quanto la vita stessa, in quanto capace di donare gloria e immortalità.
"L'ira cantami, dea, l'ira di Achille figlio di Peleo, l'ira funesta che ha inflitto agli Achei infiniti dolori, che tante anime forti di eroi ha gettato nell'Ade, tanti corpi ha dato in pasto a cani e ad uccelli. Si compiva così il piano di Zeus dal momento in cui la contesa divise fra loro Agamennone, signore di popoli, e il divino Achille"
 
Il Libro di Zaffiro di G. Sinouè è un viaggio nelle religioni, nella tolleranza, nella storia, affrontato da tre personaggi alla ricerca di un libro interamente di zaffiro nel quale sarebbero incise le risposte di Dio agli interrogativi fondamentali che da sempre l’uomo si pone sulla propria esistenza. Gilbert Sinuoè è un poeta della parola, regala emozioni ad ogni riga, con una sensibilità che non finisce mai di stupire.
"Toledo - 28 aprile 1487 Il sole si era appena alzato al di sopra della cattedrale, inondando plaza de Zocodover di barbagli di luce rossosangue. Fra Hernando de Talavera, confessore di Sua Maestà Isabella, regina di Castiglia, si passò le dita lungo la barba brizzolata, tagliata a punta, e si chinò con discrezione verso la giovane donna che gli sedeva accanto."

Postato da: Dreaming a 10:38 | link | commenti (19)

martedì, aprile 17, 2007

Ho sempre bisogno d’amore, sai? ma ho un muro intorno, un muro fatto di carne e sangue, di cinismo e paure, di lacrime e silenzi. Un muro che segue ogni mio passo. E’ un labirinto che non porta mai da nessuna parte. E’ il posto dove vanno a finire gli abbracci mai ricambiati e i baci mai dati. Dove ci sono solo io e qualche altro fantasma che come me è pazzo per il troppo amore o per il troppo poco. Essere pazzi d’amore è come vivere a cuore aperto, senza gabbia toracica, nè ossa, carne e pelle, solo un buco con il cuore che pulsa in bella vista, in balia della tempesta. Essere pazzi così, fa male dentro, ogni emozione fa male come un pugno nello stomaco che ti mozza il fiato, fa male come quando bevi in fretta qualcosa di caldo e ti senti andare a fuoco stomaco, gola, bocca. Fa male come quando fai soffrire qualcuno. Eppure io ho sempre bisogno d’amore, sai?

Postato da: Dreaming a 09:58 | link | commenti (5)

giovedì, aprile 12, 2007

Ci sono quadri che risvegliano strane sensazioni, a volte completamente diverse da quello che il quadro, o meglio l'artista stesso vuole trasmettere.
Davanti a questo invece non ho avuto dubbi. Solitudine, di H. Fussli, in esposizione alla Mostra "Il Settimo Splendore" a Verona. Il cuore mi si è stretto in una morsa di freddo. Come una spina di metallo, mi è penetrato nel cervello, lentamente ma dolorosamente. Essere senza sogni, senza stimoli, senza odio o rabbia, senza speranze o illusioni, vuol dire annichilirsi. Staccarsi dalla propria anima, dimenticare la propria essenza, abbandonare il proprio corpo al nulla. Nulla a cui, in questo caso, viene dato una dimensione reale e materiale che fa quasi paura nella sua estrema semplicità.
 

Solitudine - H.Fussli - In  mostra a Verona, Palazzo della Ragione - "Il Settimo Splendore"

Postato da: Dreaming a 07:43 | link | commenti (8)

lunedì, aprile 02, 2007

 

leggi il mio primo racconto su
CAFFE' LETTERARIO

Postato da: Dreaming a 11:13 | link | commenti (13)