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Per OSCARBLOG
La bottiglia di beaujolais è a metà e il mio bicchiere non è mai stato vuoto da qualche ora a questa parte. Ormai la ranocchia sull'etichetta è diventata la mia migliore amica, e non mi stupisco più se sembra sorridere ai discorsi senza senso che le sto facendo. Cioè, senza senso un corno, perché è tutto dannatamente vero. Ma chi può starmi a sentire, se non una rana che ha alzato un po' il gomito proprio come la sottoscritta? Hai ragione, ti racconto tutto dall'inizio, sperando che il vino sia sufficiente per entrambe. Al limite, confiderò nel tuo altruismo.
Il tavolo è un vero casino, come il resto della stanza d'altra parte. Ma tu non ci fai caso vero? Il libro di Fromm è aperto alla pagina 8. Ogni oggetto presente sulle mensole è per terra: libri, bottiglie, fiori, foto.. il divano sembra essere uscito da una discarica. In altri momenti un simile disordine mi avrebbe gettato nel panico.
Lo sguardo un po’ appannato non riesce ad annebbiare i ricordi di stamattina .
- quando tutto era normale, cara la mia ranocchia. Prima di rivedere lei...
Riempio nuovamente il bicchiere e guardo scivolare nel vino ogni istante di questa mattina.
Lei era seduta al tavolino di un locale. Da sola. Giocava con un pacchetto di sigarette, in attesa di qualcosa. O qualcuno. Non potevo crederci. Mia sorella!
Alza lo sguardo e mi vede.
L'invidia che ho sempre provato per lei torna a pungere. Bella e intelligente, a suo agio nei panni di una novella indiana jones o di una maestra d'asilo. Corsi di cucito e di restaurazione di mobili e libri. Ultimamente lavorava in un'agenzia di assicurazioni per non so bene cosa. Doveva essere di una noia.. mortale. Ah ah. Si perché te l'avevo detto che è morta, no?
Mi ci vuole un altro sorso, ranocchietta.
Il locale anche senza la presenza di mia sorella sarebbe inquietante. Le pareti sono ricoperte di tabelloni di Flipper vecchi e nuovi, così sembra di essere circondati da personaggi strani, da guerrieri stellari a piloti di formula uno. Lei è seduta sotto uno dei peggiori. Piccoli omini dall'aria folle che ridacchiano senza motivo. Almeno per me.
- Ehi, le hai ancora. Quelle scarpe. Lo sai che te le ho sempre invidiate. Dai siediti.
Sorride. Io ho la bocca talmente arida che mi aspetto di vomitare sabbia da un momento all'altro.
Con un cenno al barista ordina due martini, rosso on the rocks per lei e bianco liscio per me.
- Ascoltami, non c'è tempo per le domande. Sei in pericolo. Ora de…
Arrivano i bicchieri. Lei aspetta che il cameriere se ne vada. Con un gesto indica il cartellone nell'agenzia viaggi di fronte al locale.
- Ti ricordi quando sognavamo di fuggire, leggendo Fromm? Bei tempi quelli..
Adoravamo quel libro. Il linguaggio dimenticato dei sogni. Sento i suoi occhi su di me. Mi guarda seria.
- Tu devi fidarti di me.
Sono incredula. - cosa?? tu.. tu sei morta in un incidente d'auto 13 mesi fa! Io sono stata al tuo funerale! e mi parli di scarpe libri e fiducia??! Ma..dannazione.. E poi in pericolo di cosa?
- Zitta.. non è sicuro qui. Tu non.. io.. Mi spiace sorellina ma era necessario tutto questo. Ora ascoltami. Io devo sparire di nuovo. Le hai ancora le mie poche cose vero? Bene. Ti ricordi qual era il mio tesoro più grande? Si, la bambola. Stringila forte da parte mia, promesso?
In un sorso finisce il suo martini, si alza e se ne va, lasciando lì le sigarette. Il pacchetto è intriso del suo profumo.
E forse è stato quello a far scattare la scintilla. E' stato come quando eravamo piccole. Talmente unite che a volte ci leggevamo quasi nel pensiero.
Adesso sta per finire tutto, mia cara ranocchia. O per cominciare, dipende dai punti di vista.
E' ora. Ancora un'occhiata alla pagina 8, dove la sorellina mi aveva lasciato precise istruzioni su questo giorno. Se penso a quanto l'avevo presa in giro per quel corso di restauro..
Aveva calcolato tutto. Afferro lo zaino. La bambola con il suo prezioso contenuto è già dentro. Niente documenti, niente carte di credito, solo contante. Il beaujolais è finito. D'impulso strappo l'etichetta e me la infilo in tasca.
- Tu vieni con me, ranocchietta.
L'ultimo dettaglio: accendo la sigaretta e la riappoggio sul posacenere riempito con la strana polvere trovata anch'essa nella pancia della maideddol. E vado via, per sempre.
Fromm ha scritto, la nostra vita è il nostro sogno, e solo noi ne siamo gli autori.
Sorridi amica mia, stiamo per vivere un sogno lungo una vita.
Sono parole nelle quali mi rispecchio, davvero. Non avevo mai letto questi versi, ma e' come se li avesse scritti la mia anima....
A quelli nati dopo di noi
Veramente, vivo in tempi bui!
La parola disinvolta è folle. Una fronte liscia
indica insensibilità. Colui che ride
probabilmente non ha ancora ricevuto
la terribile notizia.
Che tempi sono questi in cui
un discorso sugli alberi è quasi un reato
perché comprende il tacere su così tanti crimini!
Quello lì che sta tranquillamente attraversando la strada
forse non è più raggiungibile per i suoi amici
che soffrono?
È vero: mi guadagno ancora da vivere
ma credetemi: è un puro caso. Niente
di ciò che faccio mi da il diritto di saziarmi.
Per caso sono stato risparmiato. (Quando cessa la mia fortuna sono perso)
Mi dicono: mangia e bevi! Accontentati perché hai!
Ma come posso mangiare e bere se
ciò che mangio lo strappo a chi ha fame, e
il mio bicchiere di acqua manca a chi muore di sete?
Eppure mangio e bevo.
Mi piacerebbe anche essere saggio.
Nei vecchi libri scrivono cosa vuol dire saggio:
tenersi fuori dai guai del mondo e passare
il breve periodo senza paura.
Anche fare a meno della violenza
ripagare il male con il bene
non esaudire i propri desideri, ma dimenticare
questo è ritenuto saggio.
Tutto questo non mi riesce:
veramente, vivo in tempi bui!
Voi, che emergerete dalla marea
nella quale noi siamo annegati
ricordate
quando parlate delle nostre debolezze
anche i tempi bui
ai quali voi siete scampati.
Camminavamo, cambiando più spesso i paesi delle scarpe,
attraverso le guerre delle classi, disperati
quando c'era solo ingiustizia e nessuna rivolta.
Eppure sappiamo:
anche l'odio verso la bassezza
distorce i tratti del viso.
Anche l'ira per le ingiustizie
rende la voce rauca. Ah, noi
che volevamo preparare il terreno per la gentilezza
noi non potevamo essere gentili.
Ma voi, quando sarà venuto il momento
in cui l'uomo è amico dell'uomo
ricordate noi
Con indulgenza
- Bertolt Brecht -
Immagino i ricordi come libri: la vedo, quell'enorme biblioteca che sta nella mia mente, buia, una sola grande finestra dalla quale entra una luce bianca che nulla puo' contro le tenebre che regnano li' dentro; ci sono tantissimi scaffali uno accanto all'altro, sembrano infiniti, stracolmi di volumi pigiati uno all'altro fino all'inverosimile, libri che sono lucidi e nuovi, colorati, con una rilegatura degna di un maestro dell'arte, libri che sono rovinati, ricoperti da ragnatele e ombre di un passato tanto lontano nel tempo e nello spazio, relegati in un angolo cosi' nero da dare l'impressione che sia la notte stessa a dormirci, sono tanto vecchi da aver quasi paura a sfiorarli per timore di trovarsi in mano un pugno di polvere. E la coscienza di tanto in tanto si diverte a sfogliare le pagine di uno o dell'altro libro.
A volte senza nemmeno chiederti il permesso.
ok, Ammetto di averci pensato Seriamente, alla definitiva chiusura.
ho Riflettuto un pò e sono Giunta alla Conclusione che AnimaNera non morirà mai.
E' la parte piu' vera di Me, Nonostante sia quella che meno si nota nella vita reale. Ma sono io. Ed è inutile scappare da se stessi, questo l'ho imparato.
Quindi, tra rantoli, Ansimi, Grida e sussurri, tra lunghi Silenzi e Solitari pensieri, AnimaNera vivrà.