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lunedì, gennaio 22, 2007

Per OSCARBLOG

La bottiglia di beaujolais è a metà e il mio bicchiere non è mai stato vuoto da qualche ora a questa parte. Ormai la ranocchia sull'etichetta è diventata la mia migliore amica, e non mi stupisco più se sembra sorridere ai discorsi senza senso che le sto facendo. Cioè, senza senso un corno, perché è tutto dannatamente vero. Ma chi può starmi a sentire, se non una rana che ha alzato un po' il gomito proprio come la sottoscritta? Hai ragione, ti racconto tutto dall'inizio, sperando che il vino sia sufficiente per entrambe. Al limite, confiderò nel tuo altruismo.
Il tavolo è un vero casino, come il resto della stanza d'altra parte. Ma tu non ci fai caso vero? Il libro di Fromm è aperto alla pagina 8. Ogni oggetto presente sulle mensole è per terra: libri, bottiglie, fiori, foto.. il divano sembra essere uscito da una discarica. In altri momenti un simile disordine mi avrebbe gettato nel panico.
Lo sguardo un po’ appannato non riesce ad annebbiare i ricordi di stamattina .
- quando tutto era normale, cara la mia ranocchia. Prima di rivedere lei...
Riempio nuovamente il bicchiere e guardo scivolare nel vino ogni istante di questa mattina.
Lei era seduta al tavolino di un locale. Da sola. Giocava con un pacchetto di sigarette, in attesa di qualcosa. O qualcuno. Non potevo crederci. Mia sorella!
Alza lo sguardo e mi vede.
L'invidia che ho sempre provato per lei torna a pungere. Bella e intelligente, a suo agio nei panni di una novella indiana jones o di una maestra d'asilo. Corsi di cucito e di restaurazione di mobili e libri. Ultimamente lavorava in un'agenzia di assicurazioni per non so bene cosa. Doveva essere di una noia.. mortale. Ah ah. Si perché te l'avevo detto che è morta, no?
Mi ci vuole un altro sorso, ranocchietta.
Il locale anche senza la presenza di mia sorella sarebbe inquietante. Le pareti sono ricoperte di tabelloni di Flipper vecchi e nuovi, così sembra di essere circondati da personaggi strani, da guerrieri stellari a piloti di formula uno. Lei è seduta sotto uno dei peggiori. Piccoli omini dall'aria folle che ridacchiano senza motivo. Almeno per me.
- Ehi, le hai ancora. Quelle scarpe. Lo sai che te le ho sempre invidiate. Dai siediti.
Sorride. Io ho la bocca talmente arida che mi aspetto di vomitare sabbia da un momento all'altro.
Con un cenno al barista ordina due martini, rosso on the rocks per lei e bianco liscio per me.
- Ascoltami, non c'è tempo per le domande. Sei in pericolo. Ora de…
 Arrivano i bicchieri. Lei aspetta che il cameriere se ne vada. Con un gesto indica il cartellone nell'agenzia viaggi di fronte al locale.
- Ti ricordi quando sognavamo di fuggire, leggendo Fromm? Bei tempi quelli..
Adoravamo quel libro. Il linguaggio dimenticato dei sogni. Sento i suoi occhi su di me. Mi guarda seria.
- Tu devi fidarti di me.
Sono incredula. - cosa?? tu.. tu sei morta in un incidente d'auto 13 mesi fa! Io sono stata al tuo funerale! e mi parli di scarpe libri e fiducia??! Ma..dannazione.. E poi in pericolo di cosa?
- Zitta.. non è sicuro qui. Tu non.. io.. Mi spiace sorellina ma era necessario tutto questo. Ora ascoltami. Io devo sparire di nuovo. Le hai ancora le mie poche cose vero? Bene. Ti ricordi qual era il mio tesoro più grande? Si, la bambola. Stringila forte da parte mia, promesso?
In un sorso finisce il suo martini, si alza e se ne va, lasciando lì le sigarette. Il pacchetto è intriso del suo profumo.
E forse è stato quello a far scattare la scintilla. E' stato come quando eravamo piccole. Talmente unite che a volte ci leggevamo quasi nel pensiero.
Adesso sta per finire tutto, mia cara ranocchia. O per cominciare, dipende dai punti di vista.
E' ora. Ancora un'occhiata alla pagina 8, dove la sorellina mi aveva lasciato precise istruzioni su questo giorno. Se penso a quanto l'avevo presa in giro per quel corso di restauro..
Aveva calcolato tutto. Afferro lo zaino. La bambola con il suo prezioso contenuto è già dentro. Niente documenti, niente carte di credito, solo contante. Il beaujolais è finito. D'impulso strappo l'etichetta e me la infilo in tasca.
- Tu vieni con me, ranocchietta.
L'ultimo dettaglio: accendo la sigaretta e la riappoggio sul posacenere riempito con la strana polvere trovata anch'essa nella pancia della maideddol. E vado via, per sempre.
Fromm ha scritto, la nostra vita è il nostro sogno, e solo noi ne siamo gli autori.
Sorridi amica mia, stiamo per vivere un sogno lungo una vita.

Postato da: Dreaming a 07:09 | link | commenti (7)

venerdì, gennaio 19, 2007

Sono parole nelle quali mi rispecchio, davvero. Non avevo mai letto questi versi, ma e' come se li avesse scritti la mia anima....

A quelli nati dopo di noi
Veramente, vivo in tempi bui!
La parola disinvolta è folle. Una fronte liscia
indica insensibilità. Colui che ride
probabilmente non ha ancora ricevuto
la terribile notizia.

Che tempi sono questi in cui
un discorso sugli alberi è quasi un reato
perché comprende il tacere su così tanti crimini!
Quello lì che sta tranquillamente attraversando la strada
forse non è più raggiungibile per i suoi amici
che soffrono?

È vero: mi guadagno ancora da vivere
ma credetemi: è un puro caso. Niente
di ciò che faccio mi da il diritto di saziarmi.
Per caso sono stato risparmiato. (Quando cessa la mia fortuna sono perso)

Mi dicono: mangia e bevi! Accontentati perché hai!
Ma come posso mangiare e bere se
ciò che mangio lo strappo a chi ha fame, e
il mio bicchiere di acqua manca a chi muore di sete?
Eppure mangio e bevo.

Mi piacerebbe anche essere saggio.
Nei vecchi libri scrivono cosa vuol dire saggio:
tenersi fuori dai guai del mondo e passare
il breve periodo senza paura.

Anche fare a meno della violenza
ripagare il male con il bene
non esaudire i propri desideri, ma dimenticare
questo è ritenuto saggio.
Tutto questo non mi riesce:
veramente, vivo in tempi bui!

Voi, che emergerete dalla marea
nella quale noi siamo annegati
ricordate
quando parlate delle nostre debolezze
anche i tempi bui
ai quali voi siete scampati.

Camminavamo, cambiando più spesso i paesi delle scarpe,
attraverso le guerre delle classi, disperati
quando c'era solo ingiustizia e nessuna rivolta.

Eppure sappiamo:
anche l'odio verso la bassezza
distorce i tratti del viso.
Anche l'ira per le ingiustizie
rende la voce rauca. Ah, noi
che volevamo preparare il terreno per la gentilezza
noi non potevamo essere gentili.

Ma voi, quando sarà venuto il momento
in cui l'uomo è amico dell'uomo
ricordate noi
Con indulgenza

- Bertolt Brecht -

Postato da: Dreaming a 07:15 | link | commenti (2)

giovedì, gennaio 11, 2007

Immagino i ricordi come libri: la vedo, quell'enorme biblioteca che sta nella mia mente, buia, una sola grande finestra dalla quale entra una luce bianca che nulla puo' contro le tenebre che regnano li' dentro; ci sono tantissimi scaffali uno accanto all'altro, sembrano infiniti, stracolmi di volumi pigiati uno all'altro fino all'inverosimile, libri che sono lucidi e nuovi, colorati, con una rilegatura degna di un maestro dell'arte, libri che sono rovinati, ricoperti da ragnatele e ombre di un passato tanto lontano nel tempo e nello spazio, relegati in un angolo cosi' nero da dare l'impressione che sia la notte stessa a dormirci, sono tanto vecchi da aver quasi paura a sfiorarli per timore di trovarsi in mano un pugno di polvere. E la coscienza di tanto in tanto si diverte a sfogliare le pagine di uno o dell'altro libro.
A volte senza nemmeno chiederti il permesso.

Postato da: Dreaming a 14:25 | link | commenti (7)

Postato da: Dreaming a 09:08 | link | commenti (2)

lunedì, gennaio 08, 2007

ok, Ammetto di averci pensato Seriamente, alla definitiva chiusura.
ho Riflettuto un pò e sono Giunta alla Conclusione che AnimaNera non morirà mai.
E' la parte piu' vera di Me, Nonostante sia quella che meno si nota nella vita reale. Ma sono io. Ed è inutile scappare da se stessi, questo l'ho imparato.
Quindi, tra rantoli, Ansimi, Grida e sussurri, tra lunghi Silenzi e Solitari pensieri, AnimaNera vivrà.


Postato da: Dreaming a 17:04 | link | commenti (3)

martedì, gennaio 02, 2007

PER OSCARBLOG
ANIMANERA FINISCE QUI
Sentivo che questo momento sarebbe arrivato e non vi nascondo che, se da un lato lo temevo, dall'altro, ci speravo. Si perché scrivere la parola fine, per me, è sempre stato difficile: io vivo nel mondo che quotidianamente mi costruisco su misura ed ogni cambiamento rappresenta una frattura che può fare molto male. Nonostante questo, il pensiero del poter vivere l'inizio di qualcosa di nuovo, mi spinge ad andare avanti, nella frizzante consapevolezza di non avere la minima idea di cosa possa accadere l'attimo successivo.
Non molti conoscono l'origine di AnimaNera: avete presente quando gonfiate un palloncino e arrivate ad un punto in cui la plastica è tirata fino al limite e sapete che al prossimo soffio scoppierà? Ecco, AnimaNera è nata in quel momento, o forse è quel momento stesso. E' quel pezzo di plastica distesa fino al punto di rottura.
Iniziò tutto con Dreaming. Ero io, o meglio, era quel lato della mia anima che allora comandava i miei umori e la mia personalità, rappresentava le mie mani in cerca di ciò che avevo perso, i miei occhi che seguivano un arcobaleno nel cielo, le mie labbra socchiuse in attesa di un bacio.
Improvvisamente accadde qualcosa che cambiò del tutto la percezione del mio mondo e che liberò quella che chiamai la mia anima nera. In principio era solo una voce alternativa ma lentamente fu lei a prendere il sopravvento: Dreaming si addormentò e AnimaNera iniziò a vivere davvero. Lei urlava ciò che io non avevo mai avuto il coraggio di sussurrare. Grazie a Lei ho ascoltato le mie grida e pianto le mie lacrime, ho curato le mie ferite e affrontato i miei incubi. Tramite Lei finalmente scrivevo di nuovo, solo per me. Non mi interessava avere tanti lettori, anzi. Ero convinta che nessuno potesse capire le mie parole e le mie emozioni.
Ma mi sbagliavo.
Ho conosciuto anime simili alla mia, anime che leggevano nella mia attraverso le mie parole, e che si sentivano vicine ai miei sentimenti. Incredibile: io non ero sola!
Così AnimaNera sospirava, urlava, recitava poesie ai suoi pochi ma affezionati visitatori, con alcuni dei quali è nato un rapporto di amicizia sincera, che dura ancora oggi.
Essendo io stessa di natura instabile quanto la nitroglicerina, ad un certo punto provai una profonda insoddisfazione che culminò in una lunga pausa dal mondo dei blog, per poi riprendere solo grazie ad Oscar. E' ad Oscar che devo gli ultimi respiri della mia anima nera. Mi ha aiutato come mai avrei creduto, ha fatto in modo che avessi nuovi stimoli e motivi per scrivere e per mettermi alla prova, rapportandomi su argomenti che difficilmente avrei preso in considerazione. Ed è un po’ anche merito suo se ora sta per cambiare tutto.
AnimaNera è diversa e non avrebbe più senso continuare con questo Blog.
Ringrazio tutti coloro che sono passati di qui e che hanno lasciato un segno del loro passaggio, quelli che non hanno sfogliato con sufficienza AnimaNera giudicandola come l'ennesimo sfogo di un'infelice depressa, quelli che mi hanno confortato nei momenti più difficili semplicemente con la loro presenza, virtuale ma reale e calda come un abbraccio.
Grazie davvero. Mi avete restituito un sorriso che da molti anni avevo perso.
Addio AnimaNera.
Ora è il momento di cambiare.
Ora è il momento di far entrare un po’ di LUCE nella mia anima.

Postato da: Dreaming a 08:50 | link | commenti (18)