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shhhh...
in Silenzio, nel Buio, finalmente.
Un po' di Riposo.
Dormire. Sognare. e un Po' morire.
shhhhh, Tornero'. ma ora, Silenzio. Fatemi dormire, fatemi Sognare. lascitemi Morire, solo per un po'.
oggi.
Oggi vorrei Farmi del Male.
Vorrei.
Immagino.
Una lama Sulla Mia pelle. La vedo Affondare nella Carne. E il Sangue che Esce dalla Ferita. e Continuo cosi', fino a Che il Dolore che provo Non Offuschi almeno per Un Po' il Dolore che mi Lacera il cuore.
Per un Po'. Vorrei. Solo. Abbandonarmi. nel Nulla.
"Io Poseidone qui sono venuto: ho lasciato gli abissi del mare Egeo, dove i cori delle Nereidi muovono i loro agili piedi in vortici di danze. Mai dal mio cuore è caduto l’amore per la città dei Frigi, da quando Febo ed io alzammo le torri delle mura di Troia su questa pianura. Ora al cielo si leva il fumo delle sue ceneri: la città è crollata sotto i colpi del ferro argivo. Un uomo della Focide, Epèo, nato sul Parnàso, istigato da Pallade, costruì quell’idolo di morte, pesante d’armi, e l’ha mandato là, dentro le mura: gli uomini lo chiameranno il cavallo di legno. Regna il deserto sui boschi sacri, il sangue scorre nelle chiese: Priamo è caduto, morto, sui gradini dell’altare di Zeus, protettore della sua casa. Gli Achei caricano preda e oro sulle navi. Sono in attesa del vento favorevole che lieti li conduca a rivedere mogli e figli, dopo dieci lunghi anni di orrore. Era e Atena, unite nell’annientare i Frigi, mi hanno vinto. Io allora abbandono la grande Ilio e i miei altari. Quando un deserto di morte domina su una città, si spegne ogni culto e gli dèi rifiutano gli onori. Grida risuonano dallo Scamandro: è il pianto funebre delle donne troiane, prigioniere in attesa di essere scelte a sorte per i principi achei. Là giacciono, sotto quelle tende, e celebrano i riti di sepoltura per i loro mariti stroncati dagli Achei.
E là, per chi vuole vederla, ecco Ecuba, misera, che molte lacrime versa e per molte ragioni. A lei è morta la figlia Polissena, in silenzio e con cuore fermo, regalo per la tomba di Achille. Morti anche gli altri figli, morto è Priamo. E Cassandra, la vergine invasata di Apollo, a forza e in segreto sarà trascinata sul letto da Agamennone, sprezzante del dio e del sacro. Addio città, fortunata un tempo, ancora cinta di mura superbe: se non ti avesse demolito Pallade, figlia di Zeus, ancora oggi ti leveresti al cielo."